OSPEDALE DI LEGNANO, GUARDIE DEL CUORE IN CORSIA

Porte spalancate al territorio sia per
quanto riguarda i percorsi di cura sia per il supporto prezioso
dei volontari: è questo il senso dell'iniziativa che, stamani,
ha portato il presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni, a inaugurare - affiancato dal direttore generale
della struttura, Carla Dotti - il servizio di accoglienza
rivolto ai pazienti del Pronto soccorso dell'ospedale di
Legnano. Dopo aver ricevuto una formazione mirata, le 13
volontarie delle 'Guardie del cuore' entrano ora in servizio per
affiancare il lavoro dei medici e degli infermieri che operano
nell'unità operativa dedicata al trattamento dei casi di
emergenza.
"Questa attività - ha spiegato Formigoni - è il frutto della
solidarietà e dell'accoglienza portate avanti in un ospedale
dove l'attenzione alla persona è esaltata". Non è la prima volta che i volontari
entrano nell'ospedale di Legnano: i legnanesi, infatti, hanno
sempre manifestato un forte legame con il loro ospedale. È la
prima volta, tuttavia, che in Lombardia e in Italia viene
attivato il servizio di Guardie del cuore. "In funzione da 16
mesi, la struttura di Legnano - ha ricordato Formigoni - si è
aperta immediatamente al territorio, dandosi come mandato anche
la migliore accoglienza dei cittadini e delle loro famiglie. Fin
dall'inizio i parenti e i visitatori all'ingresso dell'ospedale
hanno trovato numerosi volontari, che offrivano la loro costante
presenza per orientarsi nei nuovi spazi e rendere più
accogliente l'ospedale". Da oggi, nella sala d'attesa della
struttura, sono presenti anche le 13 'Guardie del cuore':
Cristina Alberti, Sara Carraro, Loredana Cassani, Mariangela
Conti, Donata De Giovannini, Agostina Lazzaroni, Carla Lotterio,
Lina Pisoni, Wanda Potenti, Patrizia Salmoiraghi, Rita Valmaggi,
Miriam Valsecchi e Valeria Vanossi.
'Guardie del cuore' è il nome scelto dagli studenti della quinta
della scuola primaria Grazia Deledda di Legnano in occasione di
un concorso pubblico che ha visto la partecipazione di oltre 40
classi e raccolto 270 disegni. Ed è stato lo stesso presidente a
premiare Beatrice Donferri, allieva dell'istituto comprensivo
Carducci, che ha disegnato il loro logo.Le Guardie del cuore
ampliano l'offerta del nuovo ospedale per acuti: 74.143 metri
quadrati di superficie con 550 posti letto, gli stessi rispetto
alla vecchia struttura di Legnano. "L'ospedale è stato
realizzato - ha detto Formigoni - per interpretare appieno le
nuove esigenze che stanno emergendo nella domanda di salute di
una società complessa e articolata come la nostra". Il
superamento della visione ormai obsoleta di una sanità centrata
solo sull'ospedale è evidente già nella scelta dell'area, alla
periferia ovest del centro abitato, e nella dotazione di posti
letto, uguale al vecchio presidio. Il progetto del nuovo
ospedale poggia su una forte certezza: la necessità di
deospedalizzare i percorsi di cura e mantenere aperte le porte
al territorio, privilegiando i contesti assistenziali che
consentano di restare legati alla vita quotidiana, all'ambiente
lavorativo e domestico. Lo dimostrano, ad esempio, alcune scelte
architettoniche e organizzative, come le ampie e luminose aree
dedicate alle cure in ambulatorio, in day hospital e day
surgery. Ulteriore prova sono le grandi opere degli allievi del
liceo artistico di Busto Arsizio, appese alle pareti. La sanità legnanese punta a
garantire l'alta qualità delle cure, oggi indispensabili per
soddisfare un'attesa di salute complessa e diversificata,
utilizzando tutto ciò che l'innovazione tecno-scientifica, le
conquiste della scienza medica e le conoscenze avanzate nel
campo organizzativo-gestionale mettono a disposizione. Un
impegno, questo, di cui è parte integrante la realizzazione dei
nuovi ospedali lombardi di Como, Vimercate, Bergamo e Niguarda:
"Questo - ha sottolineato il presidente visitando la struttura e
salutando i pazienti - è un nuovo e grande ospedale della nuova
serie degli ospedali lombardi". La scelta di Regione Lombardia
d'investire in opere sanitarie di questa complessità e levatura
si è concretizzata in un programma d'investimenti che da solo è
superiore a quanto è stato fatto in tutto il resto d'Italia:
oltre 4 miliardi di euro investiti in Lombardia in 10 anni.

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