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Linea M6, al via il percorso partecipativo: avviso entro il 12 maggio

Il Comune di Milano cerca operatori per guidare il percorso partecipativo sulla futura metropolitana M6: almeno 10 incontri pubblici, 8 mesi, 135mila euro.

di Redazione Omnimilano ·

La futura linea metropolitana M6 di Milano avrà un percorso di ascolto e confronto pubblico prima di prendere forma definitiva. Il Comune di Milano ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per selezionare gli operatori economici qualificati che condurranno questo percorso partecipativo. Le candidature vanno presentate entro il 12 maggio 2026. Lo comunica il Comune di Milano.

Cosa prevede l’avviso

Il percorso partecipativo è descritto con tre numeri chiave: almeno dieci incontri pubblici diffusi e in presenza, una durata complessiva di otto mesi e un valore stimato di 135mila euro. L’avviso ha carattere esplorativo: serve a individuare gli operatori che saranno poi invitati alla successiva procedura di affidamento, alla quale seguirà un’ulteriore finestra temporale per l’invio delle proposte. Per richieste di chiarimento il Comune indica come termine il 7 maggio 2026, tramite la PEC dedicata al monitoraggio dei piani.

Un’opera strategica per la città

La M6 è descritta dall’Amministrazione come un intervento di rilevanza strategica, destinato a incidere sull’assetto urbano e sul modo di muoversi tra i quartieri. Accanto alla progettazione tecnica, avviata nel 2022, il Comune ha scelto di affiancare un percorso strutturato di informazione e confronto con cittadini, comitati, associazioni e stakeholder. Le attività previste comprendono la mappatura degli stakeholder, l’organizzazione e la facilitazione degli incontri, l’eventuale mediazione dei conflitti e una strategia di coinvolgimento multicanale, anche digitale. È prevista particolare attenzione all’inclusione, con servizi come l’interpretariato LIS, la mediazione linguistica e l’intrattenimento per i più piccoli.

Le parole degli assessori

«Il trasporto pubblico non è solo mobilità, ma anche uno strumento di giustizia urbana», afferma l’assessora alla Partecipazione Gaia Romani, sottolineando come una rete capillare significhi più accesso ai servizi e meno disuguaglianze tra i quartieri. L’assessora alla Mobilità Arianna Censi richiama l’esperienza della M4: «Le nuove metropolitane sono destinate a modificare non solo il modo di muoversi, ma anche il tessuto urbano in cui si inseriscono». Il percorso si chiuderà con la restituzione pubblica degli esiti. Per orientarsi sulla rete cittadina è utile la nostra pagina sulla metropolitana di Milano.