Milano Welcome: il sistema per l'integrazione dei migranti
La Giunta approva un atto di indirizzo per Milano Welcome: governance e coprogettazione col Terzo settore per l'accoglienza delle persone migranti.
La Giunta di Milano ha approvato un atto di indirizzo politico per la costituzione di un sistema strutturato di accoglienza e integrazione delle persone migranti, chiamato Milano Welcome. Lo comunica il Comune di Milano, spiegando che l’obiettivo è consolidare e ampliare la governance e le attività dedicate a chi arriva in città al termine di un percorso migratorio.
Dal Welcome Center a un sistema cittadino
Il progetto affonda le radici nei servizi che oggi fanno capo al Milano Welcome Center di via Sammartini 75, punto unico di accesso alle opportunità per le persone neoarrivate. Per rafforzare la capacità di intercettare i bisogni, il Comune avvierà un percorso di coprogettazione aperto a tutti gli enti del Terzo settore attivi nel campo, in forma non competitiva ma cooperativa. L’obiettivo è un partenariato che non si limiti a gestire l’esistente, ma sviluppi nuove linee di azione, anche cercando finanziamenti e risorse aggiuntivi. Nelle prossime settimane sarà pubblicato un Avviso pubblico per raccogliere le candidature.
I numeri dell’accoglienza
Il comunicato richiama l’attività già svolta: nell’ultimo anno oltre 12mila persone sono state supportate e orientate dal Milano Welcome Center, mentre tra il 2024 e il 2025 più di 1.500 adulti sono stati accolti nel sistema SAI, i centri di seconda accoglienza di competenza del Comune. A questi si aggiungono 2.203 minori stranieri non accompagnati seguiti dai servizi sociali e oltre 2mila persone migranti intercettate negli altri punti di primo accesso.
«La migliore risposta è proseguire nel nostro lavoro quotidiano per mantenere Milano nel solco della sua tradizione di città aperta», ha commentato l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé, rivendicando i risultati raggiunti e l’importanza di affrontare l’immigrazione «in modo pragmatico, non con slogan e propaganda». La coesione sociale, ha aggiunto, «non si ottiene evocando deportazioni di massa, ma portando avanti un’integrazione concreta e quotidiana».
Fonte: Comune di Milano.