Piazza Aspromonte: il Comune si costituisce persona offesa
Il Comune di Milano entra nel processo sull'immobile di piazza Aspromonte come persona offesa, senza costituirsi parte civile. Possibile azione risarcitoria.
Il Comune di Milano prende parte al processo sull’immobile di piazza Aspromonte in qualità di persona offesa, subentrando al gruppo di cittadini che di recente si era costituito parte civile in sostituzione dell’Ente. La scelta è stata confermata da una delibera di Giunta. Lo comunica il Comune di Milano.
La posizione di Palazzo Marino
L’Amministrazione precisa di non aderire all’azione popolare intrapresa dal gruppo di cittadini, riservandosi però di esercitare un’autonoma azione civile risarcitoria qualora, al termine del processo, vengano accertate responsabilità degli imputati. La decisione di non costituirsi parte civile è coerente con quanto già stabilito da una delibera del febbraio 2024, che aveva escluso l’interesse a costituirsi parte civile nei procedimenti penali aperti.
Secondo Palazzo Marino, partecipare come persona offesa risponde all’interesse dell’Ente all’accertamento della portata legittima o abusiva dell’intervento edilizio in questione, fermo restando il diritto di agire in sede civile, come consentito dall’ordinamento, nel caso in cui le responsabilità ipotizzate fossero confermate.
L’eccezione di legittimità costituzionale
Il Comune anticipa anche un possibile scenario processuale: se il Giudice dovesse consentire al gruppo di cittadini di proseguire l’azione popolare in sostituzione dell’Ente, l’Amministrazione intende sollevare eccezione di legittimità costituzionale. La convinzione, spiega la nota, è che tale azione — prevista dall’articolo 9 del decreto legislativo 267/2000 — non possa essere ammessa in contrasto con la volontà dell’Ente, ma solo in mancanza di una sua manifestazione di volontà.
La vicenda di piazza Aspromonte si inserisce nel più ampio fronte dei procedimenti penali aperti a Milano sugli interventi edilizi, su cui il Comune ha più volte definito la propria linea processuale.
Fonte: Comune di Milano.