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Milano si costituirà parte civile nei reati omotransfobici

La Giunta approva una delibera: il Comune potrà costituirsi parte civile nei processi per reati omolesbobitransfobici, col consenso delle vittime.

di Redazione Omnimilano ·

Il Comune di Milano potrà costituirsi parte civile nei procedimenti penali relativi a reati di matrice omolesbobitransfobica commessi in città. Lo ha stabilito la Giunta approvando una delibera che punta a rafforzare le azioni dell’Amministrazione contro le discriminazioni. Lo comunica il Comune di Milano.

Come funziona la costituzione di parte civile

Il provvedimento stabilisce che la costituzione di parte civile avverrà caso per caso, soltanto dopo aver raccolto il consenso della vittima e a seguito di una valutazione politica con mandato specifico all’Avvocatura comunale, adottato con apposita delibera. La possibilità è estesa anche agli atti intimidatori rivolti contro spazi di aggregazione della comunità LGBTQIA+.

“Si tratta di un provvedimento che manda un chiaro messaggio politico: Milano non lascia sole le persone che subiscono discriminazioni e violenze legate al loro modo di essere e di amare”, dichiara l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé, sottolineando che la partecipazione del Comune al processo terrà sempre conto della sensibilità delle persone coinvolte e verrà concordata con loro.

I risarcimenti e i servizi già attivi

L’eventuale risarcimento, riconosciuto per il danno all’immagine della città, sarà devoluto a sostegno degli interventi che l’Amministrazione mette in campo contro l’odio e le discriminazioni. Tra i servizi già operativi, la delibera ricorda il Rainbow desk della Casa dei Diritti di via De Amicis 10, sportello di ascolto e orientamento legale e psicologico che nel 2025 ha registrato oltre 120 accessi, e le Case Arcobaleno, alloggi protetti con 12 posti letto per giovani allontanati dalle famiglie a causa del proprio orientamento o identità di genere.

Il Comune ha inoltre attivato lo Spazio Antidiscriminazioni, una delle azioni del Piano Antidiscriminazioni approvato nel 2025, e ha deciso di insediare un Rainbow center all’interno del complesso dell’ex Ansaldo. Il provvedimento, discusso anche nell’ambito della rete nazionale R.E.A.D.Y., potrà fare da modello per altre città italiane. Sul fronte dei diritti si vedano anche il patrocinio al Milano Pride 2026 e l’housing sociale per persone LGBTQIA+.