Aperitivo a Milano: tradizione, zone e dove farlo
Guida all'aperitivo a Milano: storia, l'apericena e le zone migliori per un drink, dai Navigli a Brera fino a Porta Venezia e Isola.
A Milano l’aperitivo non è una semplice bevuta prima di cena: è un rito sociale, un modo di scandire la giornata e di incontrarsi. Tra le 18 e le 21, bar e dehors si riempiono di milanesi e visitatori con in mano un calice di bollicine o l’immancabile bicchiere rosso. Capire dove andare e cosa aspettarsi aiuta a vivere la città come fanno i suoi abitanti.
Cos’è e da dove nasce
La tradizione dell’aperitivo milanese affonda le radici nell’Ottocento. Nel 1828 nasce Gaspare Campari, che dopo gli anni di apprendistato tra Torino e Novara mette a punto un bitter rosso rubino fatto con decine di erbe, frutti e spezie. Nel 1867, con l’apertura del Caffè Campari nella appena inaugurata Galleria Vittorio Emanuele II, accanto a Piazza Duomo, quel liquore diventa il simbolo di un nuovo costume cittadino.
Il passaggio decisivo arriva nel 1915, quando il figlio Davide apre il Camparino in Galleria: il locale, ancora oggi attivo all’ingresso della Galleria verso il Duomo, è universalmente considerato la culla dell’aperitivo milanese. Qui artisti, intellettuali e borghesia si davano appuntamento, trasformando il bicchiere prima di cena in un momento di socialità. È da questa eredità che nasce l’identità dell’aperitivo come lo intendiamo oggi.
L’aperitivo e l’apericena
Per decenni l’aperitivo è rimasto essenziale: un drink ben fatto, accompagnato da olive, salatini, qualche stuzzichino. La formula si è ampliata tra gli anni Ottanta e Novanta, quando i locali hanno iniziato a offrire buffet sempre più ricchi inclusi nel prezzo della consumazione.
Da questa evoluzione è nata l’apericena, parola macedonia tra “aperitivo” e “cena”: un buffet abbondante che per molti sostituisce di fatto il pasto serale. È una formula popolare e conveniente, soprattutto tra studenti e giovani. Va detto però che i milanesi più attenti tendono a preferire l’aperitivo “vero”, dove conta la qualità del drink e di pochi assaggi curati, rispetto alla quantità del buffet. Entrambe le anime convivono in città: sta a chi esce scegliere lo stile che preferisce.
Le zone migliori
Milano offre atmosfere molto diverse a seconda del quartiere.
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I Navigli sono il cuore più conosciuto dell’aperitivo e della vita notturna: lungo i canali si concentra una densità altissima di bar e dehors, con un’energia che dura fino a tarda notte. È la zona più scenografica, ideale per la prima volta in città.
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Brera propone un registro più elegante e bohémien. Tra vie acciottolate, gallerie d’arte e l’Accademia, l’aperitivo qui è raffinato e tranquillo, con un pubblico più adulto e prezzi mediamente più alti.
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Porta Venezia è uno dei quartieri più vivaci e inclusivi: atmosfera cosmopolita, cucine da tutto il mondo e una scena serale aperta e variegata, particolarmente amata dalla comunità LGBTQ+.
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Isola, all’ombra del Bosco Verticale, è il volto contemporaneo della città. Insieme alla vicina zona di Corso Como, alterna locali storici di quartiere a indirizzi di tendenza, frequentati da giovani professionisti e creativi.
A queste si aggiungono Porta Ticinese, Corso Sempione e naturalmente la Galleria, dove l’aperitivo è anche un pezzo di storia. Qualunque zona si scelga, il consiglio è semplice: arrivare verso le 18:30, prendersi tempo e lasciare che sia il rito, più del singolo locale, a guidare la serata.