Rete abitativa Area Metropolitana: firmato il protocollo
Firmato a Palazzo Isimbardi il protocollo per la Rete Politiche Abitative: un tavolo permanente tra Città metropolitana, Comune di Milano e Ambiti.
Nella Sala Consiglio di Palazzo Isimbardi è stato sottoscritto il protocollo d’intesa che istituisce la Rete Politiche Abitative dell’Area Metropolitana, uno strumento stabile di coordinamento tra gli enti che si occupano di casa e fragilità sociale nel territorio milanese. La firma è arrivata al termine del seminario “Costruire risposte condivise ai bisogni abitativi”, promosso dalla Città metropolitana di Milano con istituzioni, enti locali, mondo accademico e operatori del settore. Lo comunica la Città Metropolitana di Milano.
Da dove nasce l’accordo
Il nuovo protocollo non parte da zero: rafforza il percorso avviato con l’intesa del 24 gennaio 2023, dedicata al raccordo operativo per la tutela delle fragilità nella fase di esecuzione degli sfratti, poi estesa nel novembre 2023 ai Tribunali di Monza, Pavia, Lodi e Busto Arsizio. Il passaggio da quel primo accordo — concentrato sul momento dello sfratto — a una rete permanente riflette la convinzione, esplicitata nel documento, che l’abitare sia oggi una delle principali sfide sociali e richieda risposte integrate e strutturali, non solo interventi d’emergenza.
Gli obiettivi e il tavolo permanente
La Rete fissa quattro linee di lavoro condivise: favorire l’integrazione tra politiche sociali e abitative; individuare precocemente le situazioni di vulnerabilità; sostenere percorsi di accompagnamento all’autonomia abitativa; promuovere la condivisione di buone pratiche e strumenti innovativi sul territorio.
Lo strumento operativo è un tavolo interistituzionale permanente, coordinato dalla Città metropolitana di Milano, con la partecipazione degli Ambiti territoriali e del Comune di Milano. All’ente di area vasta spettano il coordinamento e il supporto tecnico-organizzativo: sviluppo di buone pratiche, formazione e monitoraggio dei fenomeni abitativi.
Chi ha firmato
Per il Comune di Milano hanno sottoscritto il protocollo Fabio Bottero, assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica, e Lamberto Bertolè, assessore al Welfare e Salute. Accanto a loro hanno firmato i rappresentanti di otto Ambiti territoriali: Alto Milanese (Emanuela Gianello), Cinisello Balsamo (Riccardo Visentin), Corsichese (Ilaria Ravasi), Garbagnatese (Sandro Fumagalli), Melzo (Antonio Fusè), Rhodense (Luigi Negrini), San Giuliano Milanese (Marco Segala) e Visconteo (Belinda Zannino).
“Le politiche abitative non possono più essere affrontate in modo frammentato: dietro ogni sfratto e ogni fragilità abitativa ci sono persone, famiglie, vite da accompagnare e tutelare”, afferma Diana De Marchi, consigliera delegata alle Politiche del Lavoro, Welfare e Pari opportunità, secondo cui “solo attraverso la collaborazione stabile tra enti, servizi sociali e territorio possiamo prevenire le emergenze”.
Cosa cambia per chi cerca casa
Il protocollo è un patto di metodo tra enti, non un nuovo bando: non assegna alloggi né apre graduatorie. La Città metropolitana di Milano è l’ente di area vasta che dal 2015 ha preso il posto della storica Provincia e coordina i 133 comuni intorno al capoluogo; Palazzo Isimbardi, in corso Monforte, ne è la sede istituzionale. Una rete su questa scala ha senso perché l’emergenza casa non si ferma ai confini del Comune di Milano: famiglie e lavoratori si spostano tra capoluogo e hinterland, mentre graduatorie, sportelli e progetti restano spesso scollegati tra un’amministrazione e l’altra.
A Milano città il tema resta caldo: il Consiglio comunale ha approvato il piano dei servizi abitativi 2026, che sblocca migliaia di alloggi tra Sap e Sat, mentre proseguono progetti come l’ housing sociale contro l’emergenza abitativa. La Rete punta a far dialogare iniziative di questo tipo su tutto il territorio metropolitano.
Fonte: Città Metropolitana di Milano.