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Rifiuti tessili: raccolta nei negozi di Milano

Con Retex Re.Store abiti e calzature usati si consegnano nei punti vendita milanesi, senza obbligo d'acquisto. Servizio gratuito nel 2026.

di Redazione Omnimilano ·

A Milano abiti, tessuti, scarpe e accessori a fine vita si potranno consegnare direttamente nei negozi. Prende avvio a luglio Retex Re.Store, il servizio di raccolta selettiva dei rifiuti tessili post-consumo nei punti vendita, nato dalla collaborazione tra Comune, Amsa e il consorzio Retex.Green. Lo comunica il Comune di Milano.

Come funziona

Il progetto trasforma il negozio in un punto di raccolta: i cittadini possono portare capi di abbigliamento, tessili, calzature e accessori non più utilizzati nei punti vendita delle aziende aderenti al consorzio Retex.Green, senza l’obbligo di acquistare nuovi prodotti. Le attività di raccolta e trattamento sono svolte in collaborazione con la cooperativa sociale Vesti Solidale Onlus e con Amsa, che garantiscono una gestione tracciata e orientata prima al riuso e poi al riciclo dei materiali.

Retex.Green fa parte dell’Hub SAFE e introduce un modello di tracciabilità digitale che accompagna il prodotto tessile lungo tutte le fasi del fine vita, dalla raccolta in store alla selezione, fino al reinserimento in nuove filiere produttive.

Cosa cambia per i cittadini

Il servizio è attivo da luglio sul territorio milanese, scelto come laboratorio per un modello destinato a estendersi su scala nazionale. Per il 2026 la raccolta è completamente gratuita per le aziende già aderenti al consorzio e per quelle che completeranno l’adesione entro l’anno.

Per chi vive a Milano significa un’alternativa in più ai cassonetti dedicati e ai centri di raccolta comunali: la consegna avviene durante il normale giro di shopping, avvicinando il servizio ai quartieri. Secondo l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi si tratta di «un progetto sperimentale» che punta a rendere «l’economia circolare davvero reale». Amsa ricorda che la raccolta differenziata in città è già al 63% e che il nuovo canale mira a intercettare più materiale valorizzabile.

Perché ora

L’avvio anticipa un obbligo in arrivo. Con l’introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il tessile, i marchi saranno chiamati a farsi carico della gestione del fine vita dei propri prodotti, con sistemi strutturati di raccolta e tracciabilità. In quello scenario la raccolta nei punti vendita non sarà più un’opzione, ma un requisito: per Milano, capitale della moda, è anche un banco di prova per la sostenibilità della filiera.