Agenzia Digitale Metropolitana: oltre 50 Comuni pronti
Oltre 50 Comuni pronti ad aderire all'Agenzia Digitale Metropolitana: 22 servizi nella quota annuale, delibere dei Consigli entro il 30 settembre.
Sono già oltre 50 i Comuni che hanno manifestato la volontà di aderire all’Agenzia Digitale Metropolitana, il nuovo soggetto pubblico promosso da Città metropolitana di Milano per accompagnare gli enti del territorio nella trasformazione digitale e nella gestione associata dei servizi informatici. Lo comunica la Città Metropolitana di Milano.
Le tappe: conferme a luglio, delibere entro settembre
Il percorso di costituzione è entrato nella fase decisiva. Le adesioni andavano confermate formalmente entro il 15 luglio 2026, con una comunicazione via PEC: i Comuni che hanno rispettato il termine concorrono a formare il nucleo fondatore dell’Agenzia, partecipando fin dalla fase costitutiva alla definizione del nuovo modello di governance digitale. Il rispetto della scadenza serve anche all’ente di area vasta per pianificare le attività propedeutiche e avviare i servizi nei tempi del cronoprogramma.
Nei giorni scorsi Città metropolitana ha trasmesso a tutti i 133 Comuni del territorio la documentazione definitiva: Statuto, Convenzione, proposta di deliberazione, documento di dettaglio della progettualità, FAQ e uno schema di delibera a supporto dei Consigli comunali, chiamati a pronunciarsi entro il 30 settembre 2026. L’obiettivo dichiarato è chiudere entro l’anno l’iter costitutivo.
Che cosa offre l’Agenzia ai Comuni
L’Agenzia nascerà nella forma di Azienda Speciale Consortile. Ogni ente aderente avrà accesso a 22 servizi fondamentali compresi nella quota associativa annuale: governance digitale, supporto ai Responsabili per la Transizione Digitale, strumenti per la cybersecurity, interoperabilità e gestione dei dati, formazione del personale, oltre a un catalogo di servizi ancora in progettazione.
Sul fronte infrastrutturale il pacchetto comprende la connessione in fibra ottica delle sedi comunali e una rete dedicata agli impianti di videosorveglianza: una rete pubblica condivisa che collegherà tra loro i Comuni dell’area metropolitana, con l’obiettivo di garantire standard più alti di connettività e sicurezza e uno scambio dati protetto.
Perché riguarda anche i cittadini
Città metropolitana è l’ente di area vasta che ha sostituito la Provincia e coordina 133 Comuni, dai grandi centri dell’hinterland a realtà di poche migliaia di abitanti. Sono proprio i piccoli Comuni a non avere quasi mai un ufficio informatico strutturato: mettere in comune competenze, infrastrutture e acquisti significa, in prospettiva, servizi online e sportelli digitali meno disomogenei da un municipio all’altro. Un tema che si somma agli altri capitoli di spesa dell’ente, dal rendiconto 2025 ai fondi per il territorio.
«L’Agenzia Digitale Metropolitana non nasce come un semplice prestatore di servizi», spiega il vicesindaco metropolitano Francesco Vassallo: l’ambizione è «costruire una comunità istituzionale capace di governare insieme la trasformazione digitale del territorio», così che «nessun Comune, indipendentemente dalle proprie dimensioni, debba affrontare da solo le sfide del digitale». Per Ester Anzalone, direttrice del Dipartimento transizione digitale, «la trasformazione digitale non è un obiettivo tecnologico: è un progetto di collaborazione istituzionale».
Il progetto arriva dopo mesi di incontri politici con i Sindaci e tavoli tecnici con i Responsabili
per la Transizione Digitale, le cui osservazioni sono confluite nella documentazione finale. Per
informazioni l’ente indica la casella del Dipartimento Transizione Digitale:
[email protected].
Fonte: Città Metropolitana di Milano.