Giardini Eufemia Borraccia Brancato al Municipio 6 di Milano
I giardini tra le vie Neri, Rondoni e Perosi intitolati alla fondatrice della Sartoria Teatrale Brancato, sarta dei costumi di Scala e Piccolo Teatro.
Milano dedica un’area verde a una protagonista silenziosa dei suoi palcoscenici. Da martedì 7 luglio i giardini compresi tra le vie Pompeo Neri, Pietro Rondoni e Lorenzo Perosi, nel Municipio 6, portano il nome di Eufemia Borraccia Brancato, tra le figure più significative della sartoria teatrale italiana del secondo Novecento e fondatrice della storica Sartoria Teatrale Brancato. Lo comunica il Comune di Milano.
La cerimonia
La targa è stata svelata dall’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, dal presidente del Municipio 6 Santo Minniti e dal figlio Mario Brancati, che ancora oggi porta avanti la sartoria a pochi passi dall’area verde intitolata alla madre. Alla cerimonia ha partecipato anche Roberta Mangano, responsabile della Sartoria del Piccolo Teatro di Milano: un dettaglio non casuale, perché fu proprio al Piccolo che la carriera di Eufemia Borraccia Brancato ebbe inizio.
Dal Piccolo Teatro alla sartoria di famiglia
Arrivata al Piccolo Teatro nei primi anni Cinquanta come sarta teatrale, lavorò accanto ad alcuni dei più importanti registi del suo tempo, contribuendo alla stagione di rinascita culturale della Milano del dopoguerra. All’inizio degli anni Sessanta fondò la Sartoria Teatrale Brancato, diventata un punto di riferimento del settore grazie all’eccellenza delle realizzazioni e alle collaborazioni con alcune delle più prestigiose istituzioni teatrali italiane e internazionali.
“Nel corso della sua carriera ha realizzato costumi per artisti di fama internazionale, tra cui Carla Fracci, e ha collaborato per molti anni con il Teatro alla Scala e con numerosi teatri in Europa e nel mondo, portando l’eccellenza dell’artigianato milanese oltre i confini della città”, ha ricordato l’assessore Sacchi, con l’augurio che i giardini diventino “un luogo di incontro, di bellezza e di memoria”.
Una toponomastica che recupera le figure femminili
L’intitolazione si inserisce in un filone ormai consolidato: negli ultimi mesi la città ha dedicato spazi verdi ad altre protagoniste della sua storia, dai giardini per la sindacalista Fiorella Ghilardotti a Crescenzago a quelli di largo Murani per la partigiana Giovanna Morelli Vallini. Con Eufemia Borraccia Brancato la memoria cittadina si allarga al lavoro artigiano che ha reso grande il teatro milanese, a partire da chi i costumi li cuciva dietro le quinte.