Rifiuti ingombranti: la campagna Amsa contro gli abbandoni
Dal 31 agosto affissioni e graffiti a terra contro gli scarichi abusivi: nel primo semestre 2026 Amsa ha fatto 60mila interventi di rimozione.
Divani lasciati a bordo strada, materassi accanto ai cassonetti, elettrodomestici abbandonati sui marciapiedi: da lunedì 31 agosto Milano prova a rispondere con una campagna di comunicazione dedicata. Si intitola «Milano è nostra, non lasciamola a loro» ed è promossa dal Comune di Milano insieme ad Amsa, la società del Gruppo A2A che si occupa dell’igiene urbana in città. Lo comunica il Comune di Milano.
Un fenomeno raddoppiato in quattro anni
I numeri diffusi dall’azienda spiegano perché il tema sia finito su manifesti e canali social. Solo nel primo semestre del 2026 Amsa ha effettuato circa 60mila interventi di rimozione di scarichi abusivi, e i volumi degli ingombranti abbandonati sono più che raddoppiati rispetto al 2022. Un dato che stride con il resto del quadro: Milano si conferma al vertice tra le metropoli europee per raccolta differenziata, con il 63%.
«È un risultato reso possibile grazie all’impegno quotidiano dei cittadini e al lavoro dei 3.000 colleghi di Amsa», ha dichiarato la presidente Carlotta Ventura, sottolineando come il traguardo «rischi di essere vanificato dai comportamenti scorretti di pochi». Sulla stessa linea l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi: nessun rifiuto, «piccolo o ingombrante che sia, deve essere abbandonato sul territorio», perché «nessuna Amministrazione può garantire davvero una città pulita senza la collaborazione di chi la abita».
Come si presenta la campagna
Il piano corre su due binari: da un lato il richiamo al senso civico e all’idea di Milano come casa propria, dall’altro un messaggio più operativo sugli ingombranti, con indicazioni pratiche su come conferirli correttamente. La campagna resterà attiva fino alla seconda settimana di ottobre e prevede affissioni in tutta la città, animazioni digitali, graffiti a terra, oltre alla presenza sui canali social e sulle piattaforme digitali.
Cosa può fare chi deve buttare un ingombrante
La parte più utile del messaggio è che l’alternativa all’abbandono è gratuita. Amsa ha progressivamente potenziato il ritiro a domicilio degli ingombranti, arrivato a 140mila ritiri l’anno, ampliando i canali di prenotazione: telefono, app e web. Al servizio si è affiancato il ritiro gratuito dei piccoli RAEE — smartphone, cavi, caricabatterie, batterie — a cui hanno aderito finora oltre 50mila cittadine e cittadini. Le informazioni sui servizi si trovano sull’app PULIamo e sulla pagina web dedicata di Amsa.
Chi non vuole aspettare il ritiro può portare i materiali alle riciclerie comunali: la mappa dei punti, insieme al calendario della raccolta porta a porta, è nella nostra guida ai rifiuti a Milano. Per i vestiti usati esiste invece un canale separato, con i punti di consegna nei negozi cittadini.
Controlli e presidio delle aree critiche
Accanto alla comunicazione resta l’attività sul campo. Nelle zone più colpite è attivo un servizio preventivo di controllo e recupero nelle prime ore del mattino, pensato per rimuovere in fretta i materiali abbandonati e limitarne l’impatto sul decoro urbano. Amsa segnala inoltre alla Polizia locale le situazioni più ricorrenti e le aree più critiche della città, in un coordinamento che il Comune descrive come costante.