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Istituzionali

Pm Cerreti, auto danneggiata: solidarietà da Palazzo Marino

Buscemi, presidente del Consiglio comunale, esprime vicinanza alla pm antimafia Alessandra Cerreti dopo il danneggiamento dell'auto, forse in Tribunale.

di Redazione Omnimilano ·

Il Consiglio comunale di Milano torna a schierarsi al fianco della pm Alessandra Cerreti, dopo un nuovo episodio che, secondo la presidente dell’assemblea Elena Buscemi, “lascia pensare a un tentativo di intimidazione mafiosa” nei confronti della magistrata. L’occasione è il danneggiamento della sua automobile, avvenuto — stando a quanto riportano i giornali, citati dalla stessa nota — nel cortile del Tribunale. Lo comunica il Comune di Milano con una dichiarazione diffusa il 18 settembre.

Le parole della presidente Buscemi

Buscemi dice di essere “certa di interpretare il sentimento di tutto il Consiglio comunale” nell’esprimere “solidarietà e vicinanza, umana e istituzionale” alla pm, “per l’ennesima volta” bersaglio di un gesto dal sapore intimidatorio. Un dettaglio, in particolare, viene giudicato “ancora più preoccupante”: la circostanza che il danneggiamento possa essere avvenuto proprio all’interno del Palazzo di Giustizia, cioè in un luogo che dovrebbe essere presidiato.

La presidente ricorda che Cerreti è stata “più volte” audita in Consiglio comunale e che vive “da tempo sotto scorta” per le sue inchieste sulla mafia e sulla criminalità organizzata in Lombardia. A lei va “il sostegno delle consigliere e dei consiglieri comunali milanesi”.

Chi è Alessandra Cerreti e perché è sotto scorta

Cerreti è sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Milano ed è, insieme al collega Rosario Ferracane, titolare dell’inchiesta “Hydra” sulle infiltrazioni delle organizzazioni criminali nel Nord Italia. Il suo nome è noto ai lettori di Omnimilano anche per una vicenda recente: a giugno i due magistrati erano stati raggiunti da minacce di morte, e sia il Comune di Milano sia la Città metropolitana, entrambi costituiti parte civile nel processo, avevano espresso pubblicamente la loro solidarietà.

Quella presa di posizione si era poi tradotta in una presenza fisica: il 18 giugno, davanti all’Aula Bunker di San Vittore, un presidio promosso da Libera aveva riunito associazioni antimafia e istituzioni, con la partecipazione dell’assessore Bottero per Palazzo Marino. In quell’occasione il consigliere metropolitano Rino Pruiti aveva fatto riferimento alle notizie “su un presunto progetto di attentato ai danni della pm Cerreti”.

Cosa dice, e cosa non dice, la nota

La dichiarazione di Buscemi è una presa di posizione politica, non una ricostruzione dei fatti: la nota non fornisce dettagli sulla dinamica del danneggiamento, sulla data o su eventuali indagini, e rimanda a “quanto riportano i giornali” per la circostanza del cortile del Tribunale. Anche l’ipotesi dell’intimidazione mafiosa è formulata con cautela, come qualcosa che l’episodio “lascia pensare”. Per gli aggiornamenti sull’accaduto il riferimento restano quindi gli organi inquirenti, non Palazzo Marino.

Il fronte delle istituzioni milanesi

Con questa nota il Consiglio comunale aggiunge un tassello a una catena di prese di posizione che da giugno vede le istituzioni del territorio schierarsi con la Procura milanese, come il protocollo d’intesa antimafia promosso dalla Città metropolitana e aperto ai Comuni dell’area.