Climate City Contract Milano: 42 azioni e 8 nuovi firmatari
Seconda edizione del Climate City Contract: 42 nuove azioni, otto nuovi firmatari, case popolari da riqualificare e il modello CLIMB su due aree pilota.
Milano ha presentato oggi, giovedì 10 settembre, l’edizione aggiornata del Climate City Contract, il documento che guida la città verso la neutralità climatica nell’ambito della Missione europea «100 Climate-Neutral and Smart Cities». La nuova versione porta 42 nuove azioni e otto nuovi firmatari pubblici e privati. Lo comunica il Comune di Milano.
Chi entra e cosa prevede l’aggiornamento
I nuovi aderenti sono Milanosport, IED Milano, IULM, Edison Next, Siemens, LifeGate, ANACI e il Forum per la Finanza Sostenibile (ItaSIF). Si aggiungono ai soggetti che avevano già sottoscritto il contratto nel 2024, tra cui A2A, ATM, MM, SEA, le università milanesi, Fondazione Cariplo e Legambiente. I firmatari del 2024 hanno inoltre proposto 15 azioni ulteriori rispetto a quelle già in corso.
Molte delle 42 nuove azioni riguardano il settore edilizio: l’intervento principale è la riqualificazione energetica e climatica di un ampio portafoglio di edifici di edilizia residenziale pubblica del Comune, da realizzare con uno schema di partenariato pubblico-privato.
Tra le proposte dei singoli firmatari, Edison Next prevede centrali tecnologiche con impianti di trigenerazione negli ospedali Buzzi, Fatebenefratelli, Sacco e Policlinico, oltre al rinnovamento degli impianti energetici del Teatro alla Scala e dei Laboratori Ex Ansaldo, con nuovo fotovoltaico e sistemi di gestione dell’energia. A2A realizzerà pozzi di acqua tecnica in due proprie sedi, per alimentare con acqua non potabile autolavaggi e lavaggio delle strade. Il FAI restaurerà due nuove Case Museo milanesi, Casa Crespi e Casa Livio-Grandi, con interventi anche di efficientamento energetico.
Il progetto CLIMB e le due «molecole» urbane
La novità di maggior rilievo è CLIMB, progetto promosso dal Comune con il supporto scientifico dell’Università Bocconi nell’ambito di NetZeroCities. Il modello lavora alla scala di molecola urbana, una dimensione intermedia tra la città e il quartiere, e mette in relazione interventi su edifici, energia, mobilità e verde con gli strumenti finanziari per realizzarli.
Le due aree pilota sono:
- la molecola Adriano-Crescenzago-Lambro, dove sono in corso il progetto Reinventing Cities «Green Between», la riqualificazione delle case popolari di via Rizzoli e degli spazi verdi lungo il Lambro;
- la molecola Vittoria-Molise-Calvairate, con la BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), il Parco 8 Marzo e la rigenerazione dell’ex Macello «ARIA».
Gli scenari elaborati stimano la riduzione delle emissioni:
| area pilota | al 2035 | al 2050 |
|---|---|---|
| Adriano-Crescenzago-Lambro | circa -34% (146 mila tCO₂/anno) | -74% (57,6 mila tCO₂/anno) |
| Vittoria-Molise-Calvairate | circa -38% (35,6 mila tCO₂/anno) | -76% (14,1 mila tCO₂/anno) |
Secondo l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi, l’aggiornamento «rafforza le strategie e gli interventi concreti sul territorio» e conferma la volontà di Milano di fare da capofila nella sperimentazione di nuovi modelli di governance climatica, replicabili in altre città.
Cosa significa per chi vive a Milano
Il Climate City Contract non è un semplice documento di intenti: è la base su cui arrivano finanziamenti concreti, come il fotovoltaico sulle case popolari di via Rilke finanziato dal Ministero dell’Ambiente. La prima edizione era stata approvata dalla Commissione europea nel 2024; quella presentata oggi la aggiorna con nuovi progetti, chiudendo le due giornate dell’evento «Milano in transizione» a Palazzo Reale.
Per i residenti gli effetti più diretti riguardano le case popolari da riqualificare, gli ospedali che vedranno nuove centrali energetiche e le zone di Crescenzago e di viale Molise, dove i progetti già avviati vengono ora letti in modo integrato. Il comunicato non indica tempi di avvio dei singoli interventi né importi. Per i dati sull’aria in città vedi la nostra pagina sulla qualità dell’aria a Milano.
Fonte: Comune di Milano.