Riprese a Milano: 414 autorizzazioni nel primo semestre
Nel primo semestre 2026 il Comune ha rilasciato 414 autorizzazioni per riprese foto e video: 184 legate alle Olimpiadi, 122 per spot pubblicitari.
Troupe in piazza Duomo, fotografi in Galleria, set nei parchi: nei primi sei mesi del 2026 il Comune di Milano ha rilasciato 414 autorizzazioni per riprese foto e video in città, tra centro storico, parchi e giardini ed edifici comunali. Lo comunica il Comune di Milano.
Il peso delle Olimpiadi sul conteggio
Dei 414 permessi, 184 riguardano i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026: per l’evento e per le attività di comunicazione collegate il Comune ha introdotto una procedura semplificata, pensata per accorciare i tempi di rilascio. È la voce che gonfia il dato semestrale e che rende il confronto con gli anni passati meno immediato di quanto sembri.
Le restanti 230 domande si dividono in 121 servizi fotografici, 88 produzioni video e 21 riprese cinematografiche. Guardando invece al tipo di prodotto finale, la quota più consistente è quella degli spot pubblicitari, con 122 richieste. Seguono 23 documentari di divulgazione culturale e scientifica, le 21 produzioni cinematografiche, 20 riprese di eventi e manifestazioni, 7 esercitazioni didattiche, 5 pubblicazioni editoriali e 3 tra videoclip e flashmob, oltre a 29 produzioni di altra tipologia.
Un’attrattività stabile da tre anni
Il quadro pluriennale racconta una domanda che non si muove molto: nell’intero 2025 le autorizzazioni erano state 562, in linea con le 560 del 2024 e le 536 del 2023. Al netto delle 184 pratiche olimpiche, quindi, il ritmo ordinario del 2026 resta paragonabile a quello degli anni precedenti: è la coda dell’evento sportivo, non un boom di produzioni, a spingere il totale oltre quota 400 già a metà anno.
Dove si gira, davvero
I luoghi più richiesti restano quelli che chiunque associa alla città: piazza Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II, piazza della Scala, l’Arco della Pace con il Parco Sempione, il Castello Sforzesco, i Giardini Montanelli, le vie del Quadrilatero della Moda e di Brera — lo stesso perimetro che riempie gli itinerari su cosa vedere a Milano.
Ma il comunicato segnala anche set fuori dal circuito da cartolina: il Parco Lambro, il grande polmone verde a est della città, la Cittadella degli Archivi, la sede in cui il Comune conserva il proprio archivio, e la Biblioteca Calvairate, una delle biblioteche rionali del sistema comunale. Segnale che la richiesta di location non si esaurisce nel quadrilatero del centro.
Perché la cosa riguarda anche i residenti
Un’autorizzazione alle riprese significa, quasi sempre, un pezzo di città temporaneamente occupato: un’area delimitata per qualche ora, la sosta sospesa lungo un tratto di strada, un cortile o una sala comunale non accessibili mentre si gira. Con oltre 400 permessi rilasciati in sei mesi, la probabilità di incrociare un set in centro nel fine settimana è tutt’altro che remota — e nei mesi olimpici lo è stata ancora meno. Chi si muove in zona Duomo o Brera fa bene a tenerne conto quando trova un’area delimitata senza cantiere in vista.